La presidente della BCE Christine Lagarde ha detto alla commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo che l’inflazione è destinata a salire nei prossimi anni, ma che non ci sono ancora segnali di un suo radicamento. Nell’audizione del 28 settembre a Bruxelles ha detto che la BCE vede “un’inflazione più alta in arrivo, ma nessun segnale” che si stia incorporando nei prezzi e nei salari. L’incontro, il terzo dialogo monetario dell’anno, era dedicato alla politica monetaria e agli effetti dell’intelligenza artificiale sull’inflazione.

Lagarde ha spiegato la scelta del 10 settembre di alzare di 25 punti base i tre tassi di riferimento, il secondo rialzo dopo quello di giugno. Come da decisione ufficiale, dal 16 settembre il tasso sui depositi è al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%.

La BCE alza i tassi di 25 punti base. Lagarde: lo shock energetico può intensificarsi

Energia, tassi e prospettive

Sul metodo, Lagarde ha ricordato che la BCE “non reagisce ai prezzi dell’energia”, ma solo se emergono rischi che si trasferiscano ai prezzi e ai salari. I tre criteri sono le prospettive di inflazione, la dinamica dell’inflazione di fondo e la trasmissione della politica monetaria a costo del credito e crescita. Su questa base ha detto che lo shock è “troppo grande per essere ignorato” e che la BCE resta sul “percorso intermedio” indicato all’inizio dell’anno, con una risposta misurata.

I dati citati sono quelli dell’ultima rilevazione. L’inflazione è salita al 3,2% in agosto dal 2,9% di luglio, con l’energia al 14,3% dopo il 10,3%; il dato flash di Eurostat era 3,3%. Senza energia e alimentari l’inflazione è scesa al 2,4%. Le proiezioni di settembre indicano un’inflazione media del 3,0% nel 2026, del 2,5% nel 2027 e del 2,1% nel 2028, con la componente di fondo al 2,5%, 2,6% e 2,3%. La crescita è stimata allo 0,9% nel 2026, all’1,4% nel 2027 e all’1,5% nel 2028.

Lagarde ha aggiunto che i salari non mostrano per ora una risposta rilevante allo shock: la retribuzione per dipendente è cresciuta del 3,3% nel secondo trimestre, dal 3,6% del primo. I tassi a lungo termine sono invece saliti sensibilmente, e questo, ha detto, rallenterà la crescita più di quanto previsto nelle proiezioni. Le aspettative di inflazione a lungo termine restano attorno al 2%, mentre l’orizzonte è circondato da “alta incertezza”, con rischi al rialzo per i prezzi e al ribasso per la crescita.

L’intelligenza artificiale tra produttività e lavoro

Lagarde ha aperto la parte sull’IA con un dato sugli investimenti: le imprese destineranno circa il 10% degli investimenti totali all’IA nel 2026, e il credito legato all’IA rappresenta circa un quarto della crescita del credito alle imprese, secondo l’indagine SAFE della BCE. Ha però avvertito che l’effetto macroeconomico complessivo “è incerto” e passerà per più canali, sul lato della domanda e su quello dell’offerta.

Sulla produttività, l’IA può abbassare nel tempo i costi e ridurre le pressioni inflazionistiche, ma dipende dalla diffusione. Alla fine del 2025 il 38% delle imprese dell’area euro dichiarava un uso almeno moderato, ma solo il 7% un uso significativo. Secondo le stime del personale BCE citate nelle note, con un’adozione rapida e diffusa la crescita della produttività potrebbe aumentare di 0,3-0,4 punti percentuali l’anno nel prossimo decennio, circa la metà con un’adozione più lenta.

Sul lavoro, Lagarde ha detto che oltre il 50% dei lavoratori usa già l’IA e che finora le imprese continuano ad assumere. Chi la usa per ricerca e nuovi prodotti tende ad assumere, mentre chi la usa soprattutto per tagliare i costi riduce l’occupazione. La questione centrale, ha spiegato, è se l’IA sarà complementare ai lavoratori o li sostituirà: storicamente le grandi tecnologie non hanno ridotto l’occupazione, ma per l’IA “il verdetto è ancora aperto”.

Il rischio finanziario è che le valutazioni azionarie siano concentrate in poche società legate all’IA che aumentano rapidamente l’indebitamento. Una “brusca rivalutazione” delle loro prospettive e della sostenibilità del debito potrebbe innescare correzioni di mercato con ricadute sugli investitori dell’area euro. In una nota, la BCE segnala che le società tecnologiche americane raccolgono sempre più fondi sui mercati obbligazionari in euro, con possibili costi di finanziamento maggiori per altre imprese e settori.

Le indicazioni per l’Europa

Per catturare i benefici dell’IA senza perdere sovranità, Lagarde ha indicato tre priorità: favorire l’innovazione, costruire maggiore indipendenza e diffondere l’uso dell’IA in modo intensivo. Sul primo punto ha chiesto di ridurre la frammentazione del mercato unico, avanzare sull’unione dei risparmi e degli investimenti e accelerare la transizione energetica. Ha citato InvestAI, lo Scaleup Europe Fund e i 30 miliardi di euro per le gigafactory dell’IA, definiti “un buon inizio”.

Sull’indipendenza ha precisato che “l’obiettivo non è l’autosufficienza”, ma garantire che le funzioni critiche possano operare “in qualsiasi circostanza”. Sulla diffusione ha chiesto di estendere l’adozione oltre i pochi leader tecnologici, con programmi di riqualificazione per colmare la carenza di competenze. Per la politica monetaria, ha concluso, il compito è osservare gli effetti dell’IA su produttività, investimenti, lavoro, condizioni finanziarie e inflazione. Ha chiuso con una citazione di Alan Turing: “possiamo vedere solo poco più in là, ma vediamo molto che c’è da fare”, aggiungendo che “l’incertezza non è un motivo per l’inazione”.

[Video a cura di EU Video News]

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